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Cifre e fatti su giochi e giocatori

Chi sono i giocatori? A cosa giocano? Giocano di più i maschi o le femmine? Quanto si spende per un videogioco? A queste domande concernenti i giovani e i media cerca di rispondere ogni due anni lo studio JAMES dell’Università di scienze applicate di Zurigo (ZHAW) in collaborazione con Swisscom.

Parallelamente lo studio MIKE analizza il comportamento dei bambini in età della scuola elementare nei confronti dei media.
Anche dalla Germania emergono dati interessanti dagli studi KIM e JIM. L’associazione tedesca di ricerca di pedagogia dei media del sud-ovest (mpfs) pubblica ogni anno le sue ricerche nell’ambito dell’utilizzo dei media da parte di bambini e ragazzi in Germania. Con qualche eccezione, i risultati sono validi anche per la Svizzera.

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Videogiochi: un fenomeno marginale?

Il meccanismo dei videogiochi è simile a quello degli altri mezzi di intrattenimento: il consumo genera la produzione. L’industria dei videogiochi, costituita da sviluppatori e aziende che si occupano della commercializzazione, ha ormai superato Hollywood quanto a dimensioni e ogni anno annuncia produzioni dal budget sempre più vertiginoso e fatturati sempre maggiori.
Per fare un esempio, il film che ha avuto più incassi nella storia del cinema è stato «Avatar», con 3 miliardi di dollari a oggi. Il film è costato 237 milioni di dollari, superato da «Pirati dei Caraibi 3», che con 341 milioni è il film che finora è costato di più in assoluto. Per fare un confronto, il videogioco «Destiny» è costato 500 milioni di dollari (di cui 200 destinati al marketing) e ha recuperato l’intera somma già nella prima settimana di vendite. Dal 2004 a oggi «World of Warcraft» ha incassato più di 10 miliardi di dollari.

Fino a poco tempo fa erano i film a ispirare i videogiochi. Oggi può accadere che videogiochi di grande successo siano trasposti sulla pellicola e che per gli stessi giochi vengano ingaggiati attori e personaggi famosi che prestano la propria faccia, la propria gestualità e la propria voce al loro alter ego virtuale. In alcuni casi l’intero corpo dell’attore (ad esempio il vincitore del premio Oscar Kevin Spacey per Call of Duty) venga scannerizzato e riprodotto in digitale per creare un personaggio. Oppure vengono girati interi trailer di giochi in cui compaiono le star più amate. I confini sono sempre più labili e l’industria dei videogiochi sta vivendo una crescita esponenziale.

Da semplice hobby, il gaming è diventato uno sport: vengono organizzati tornei internazionali con montepremi che arrivano al milione di dollari. I giocatori che partecipano a questi tornei sono professionisti che campano grazie a questi premi in denaro e agli sponsor che li supportano. Con migliaia di spettatori appassionati, i tornei (online) sono un’ottima occasione per fare un po’ di marketing. Anche in Svizzera ci sono giocatori professionisti, ma sono ancora in pochi.

Chi gioca ai videogiochi?

In base al grafico seguente dello studio JIM 2015, l’85% dei ragazzi e quasi la metà delle ragazze gioca ai videogame ogni giorno o più volte a settimana. Suddividendo i giocatori in base all’età notiamo subito che il consumo di videogiochi diminuisce con l’avanzare della pubertà, sebbene tra i diciottenni ci sia ancora una buona quota di giocatori. Anche agli adulti però piace giocare, a prescindere dall’età o dal sesso. Bisogna ricordare una cosa: gli sviluppatori dei videogiochi sono perlopiù persone adulte. Se è vero che i videogiochi non sono mai stati appannaggio esclusivo dei bambini, questo assunto oggi è ancora più valido.

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Colpisce anche il fatto che non ci sia nessuna particolare differenza tra studenti di licei o delle scuole medie. I videogiochi hanno appassionati in tutti i livelli di formazione, ma la loro complessità aumenta con l’aumentare del livello di istruzione.

Importante: i bambini e i ragazzi giocano ai videogiochi! Se non possono farlo a casa, trovano sempre un’occasione per giocare.

A quali giochi giochiamo?

Per lo studio JAMES del 2016 ai giovani svizzeri è stato chiesto anche quali fossero i loro giochi preferiti. Da anni, le serie più amate sono lo sparatutto Call of Duty (COD), il simulatore di calcio FIFA e il gioco gangster Grand Theft Auto (GTA). Anche il gioco di mattoncini Minecraft sta prendendo sempre più piede.

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Tra i bambini interrogati nello studio MIKE è emerso che i giochi più gettonati sono FIFA e Minecraft. È sorprendente che tantissimi ragazze e ragazzi della scuola elementare giocano a Grand Theft Auto o a Call of Duty, nonostante siano giochi che secondo la classificazione PEGI sono consigliabili a partire dai 18 anni.

Su quale piattaforma si gioca di più?

I sistemi di gioco si sviluppano parallelamente alle innovazioni tecniche. Ciò significa che i dispositivi mobili stanno colmando il gap tra PC e console. Lo studio dell’associazione tedesca per il digitale BITKOM del 2014 dimostra che la crescita di smartphone e tablet è evidente e che è lecito aspettarsi un aumento di queste cifre nei prossimi anni.

Maggiori informazioni sulle singole piattaforme

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